Il Marzenego
Chiamato anticamente "Fiumen di Mestre" il Marzenego pare tragga il suo nome dall'unione di due parole latine: mare e cenum, (caenum); che significano
rispettivamente mare e fango e hanno dato origine a Marcenum da cui Marzenego.
Nasce da una risorgiva presso Fratta di Resana (TV); si sviluppa per circa 35 Km, con un bacino idrografico di 62,94kmq,
che raggiunge le colline di Asolo (TV). I suoi principali tributari sono la Roggia Musonello e la Roggia Brentanella a sud di Castelfranco, il Rio Draganziolo a valle di Noale, il Rio Storto a Trivignano e il Rio Cimetto presso
Mestre. L’alveo presenta andamento tortuoso e inclinazione nordovest-sudest. Presso l’abitato di Mestre si divide in
due rami e formando l'isola di S.Lorenzo (Ramo Beccherie "macellerie" o della Dogana e Ramo Campana o delle Muneghe "monache", quest’ultimo tombinato sotto via Poerio per circa 670 m).
I due rami confluiscono all'altezza dell'attuale piazzale Cialdini
per poi immettersi in una canalizzazione artificiale denominata canale Osellino e realizzata dalla Serenissima nel 1502. L’Osellino sfocia in laguna presso l’Aeroporto Marco Polo. La foce naturale
del fiume si trova comunque al margine del Parco di S. Giuliano ed è collegata all’alveo artificiale mediante una
struttura di porte vinciane che impediscono la risalita delle acque di marea.
Il Porto di Cavergnago, o Porto di Treviso, era collocato alle foci del Marzenego, di allora non d'oggi, la geologia e l'idrologia del luogo era totalmente divisa
da quella che oggi appare e che verrà sconvolta dalle opere idrauliche apportate dalla Serenissima dopo la Conquista di Mestre avvenuta il 29 Settembre 1337.
il fiume all'epoca passava dall'Isola di San Lorenzo per poi proseguiva la sua corsa fino a sfociare, probabilmente, in Via della Crusca dove sono avvenuti dei ritovamenti
fra cui una macina, basamenti di una colonna, e si ipotizza la presenza di infrastrutture portuali.
il Porto di Cavergnago si sviluppò contestualmente alla crescita della vicina Rivoalto (l'attuale Rialto a Venezia) , che nell'812 divenne nuova capitale del ducato veneziano,
trasformandosi nella nascente città di Venezia. Come già accennato, infatti, il porto si trovava lungo il tratto terminale del Marzenego,
a breve distanza dall'antica e romana via Annia e alla convergenza delle tre grandi strade medievali che conducevano verso Treviso, Padova, e Castelfranco-Trento: la Trevisana,
la Padovana, e la Castellana. Si trattava dunque di una posizione strategica per il locale sistema di comunicazioni viarie, mentre il Marzenego, sfociando nella laguna di Venezia,
creava un profondo canale navigabile che conduceva direttamente ai canneti della parte settentrionale della città, confluendo infine nel Canal Grande attraverso l'odierno canale di Cannaregio.
La località veniva nominata già al tempo del vescovo Rozone, il quale si accordò col doge Pietro I Orseolo per concedere ai Veneziani il possesso di tre magazzini ed il diritto a riscuotervi un terzo delle gabelle e dei dazi,
ad eccezione di quelle dovute dai sudditi imperiali. Lo stesso vescovo Rozone, nel 997, concedeva, nell'atto di fondazione dell'abbazia benedettina di Santa Maria di Moliane, all'abate Vitale la corte di Cavergano e la terra allora chiamata di Agugnano (antico nome di Terzo)
con l'annessa cappella di Santa Maria, il porto e la terra circostante. La donazione venne poi confermata da Rambaldo, conte di Treviso, e dallo stesso imperatore Ottone III.
Nell'XI secolo i vescovi trevisani eressero a difesa del porto fluviale e del vicino borgo di San Lorenzo il Castello di Mestre, mentre ancora nel febbraio del 1074, a seguito della trasformazione dell'abbazia moglianese in monastero femminile, la corte di Cavergnano veniva confermata
in proprietà del monastero benedettino e trasferita sotto l'autorità della nuova badessa.
La potestà dei vescovi di Treviso sul porto e sul castello di Mestre venne ulteriormente ribadita nel 1153 da una bolla di papa Eugenio III.
I vescovi imponevano a quell'epoca fruttuosi dazi sulle merci di passaggio per Cavergnago, riconoscendo al contempo ai dogi della confinante Venezia la potestà di possedere magazzini ed imporre a loro volta tassazioni su taluni prodotti.
Dopo essere passato sotto l'autorità del Comune trevisano durante l'epoca delle scorrerie degli Ezzelini, nel 1337 il porto, assieme a Mestre e a Treviso stessa, passò sotto il controllo della Serenissima Repubblica.
fu avvenuta il 29 Settembre 1337 : quando il comandante delle armate veneziane, Andrea Morosini, riuscì a corrompere con 10.000 fiorini i 400 mercenari tedeschi che dovevano difendere il castello per conto degli Scaligeri; i tedeschi uccidono
il loro comandante e consegnarono Mestre ai veneziani senza alcuno scontro .
Questa avviò quasi immediatamente l'escavazione del nuovo canale artificiale detto Fossa Gradeniga, realizzato poco più a sud del corso del Marzenego e destinato a collegare direttamente il borgo di Mestre alla laguna, evitando il tortuoso percorso fluviale.
Questa grande opera idraulica consentì lo sviluppo commerciale del centro di Mestre e porterà maggiore contributo al borgo oltre alla nascita di quella che sarà chiamata Piazza Barche.
L'importanza di questo canale si vede anche attraverso il permesso del Consiglio dei Dieci di lasciar fondare la scuola di S.Andrea nel senstir di Cannareggio in Venezia dando la gestione ai barcaroli del traghetto che lavoravano nel Canal Salso con concessione del 4 Maggio 1462.
segnando però al contempo l'inevitabile marginalizzazione e declino del vecchio porto di Cavergnago.
La definitiva fine del porto giunse attorno al 1502, quando la Repubblica, allo scopo di razionalizzare l'ultimo tratto del Marzenego e di deviarne le acque nella parte settentrionale della laguna, avviò la realizzazione di un nuovo canale artificiale,
la Fossanuova (oggi Osellino), nel quale vennero convogliate le acque del Marzenego, determinando il prosciugamento del vecchio alveo.